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Serie A, distribuzione diritti tv 2018-2021: cosa cambia per stadi e audience

La percentuale di stadio e territorio sarà calcolata in modo più preciso ma avrà minor peso sul totale.

Con l’approvazione in data 26 febbraio 2019, è stata deciso il nuovo schema di distribuzione dei diritti tv per la Serie A, nel triennio 2018-2021. Rispetto al precedente periodo, 2015-2018, sale la parte data in misura uguale a ogni squadra e scende la percentuale riferita a stadi e bacino d’utenza. Vediamo nel dettaglio cosa cambia e come funziona.

Il triennio 2015-2018 era così suddiviso:

  • 40% in parti uguali a ogni squadra;
  • 30% in base al bacino d’utenza (suddiviso tra 25% in base al numero di tifosi e 5% in base alla popolazione sul territorio);
  • 30% in base ai risultati ottenuti (5% ultima stagione, 15% ultimi cinque anni, 10% tutti i risultati ottenuti dal 1946/47 a cinque anni fa).

Oltre al tema dei risultati, questione piuttosto discussa anche per via della percentuale riferita ai risultati storici, la parte riferita al bacino d’utenza era di difficile valutazione, soprattutto per i calcoli non sempre precisi, per forza di cose, riguardo alla popolazione di riferimento sul territorio.   Nella nuova distribuzione ci sarà maggior peso dall’impatto concreto degli spettatori allo stadio, ma in assoluto la percentuale totale riferita a questo ambito scende in favore della porzione base assegnata a ogni squadra.

La nuova distribuzione dei diritti tv Serie A 2018-2021:

  • 50% in parti uguali a ogni squadra;
  • 20% in base al numero di tifosi (12% spettatori paganti, 8% audience tv);
  • 30% in base ai risultati ottenuti (15% ultima stagione, 10% ultimi cinque anni, 5% risultati storici precedenti fino al 1946/47).

Oltre all’inversione dei valori riferiti ai risultati ottenuti (che premiano maggiormente le ultime stagioni, a scalare), l’impatto territoriale non è più valutato in modo aleatorio sul numero di abitanti e di tifosi presunti, ma su dati piuttosto concreti. L’audience tv delle singole partite, facilmente riscontrabile dai dati delle emittenti, e il numero di spettatori allo stadio: questo dato sarà valutato come media di biglietti venduti per partita, escludendo dal conto le eventuali gare a porte chiuse.

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