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Squadre B: in quali stadi giocheranno?

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L’introduzione delle Squadre B si scontra con la realtà degli stadi minori e dei parametri minimi per le leghe professionistiche.



La volontà di introdurre le Squadre B (o “seconde squadre”) già dalla prossima stagione 2018/2019, è stata accolta da una serie di analisi e dibattiti sull’utilità e sull’efficacia rispetto al tema principale: quello della crescita dei giovani talenti italiani. L’inserimento di queste nuove realtà nell’attuale Serie C, inoltre, è ancora tutta da valutare, per quanto riguarda promozioni, retrocessioni ed effettivo beneficio che se ne potrebbe trarre.


Si è parlato meno, invece, dell’aspetto logistico di questa decisione. Dove giocheranno le seconde squadre? Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, è stato categorico: «Senza stadio non ci si potrà iscrivere. E le seconde squadre dovranno giocare a casa propria, non altrove».


Non si può far finta, però, che il problema sia evidente – e che ridurlo a un semplice “avanti il prossimo” sia completamente inutile, se l’obiettivo è davvero di avere le seconde squadre come realtà effettiva.


Le nuove Squadre B giocheranno nell’attuale campionato di Serie C e lo stadio in cui giocheranno dovrà rispondere ai parametri strutturali della Serie C.


→ Qui il Comunicato Ufficiale riguardante l’iscrizione delle Seconde Squadre, dove si legge: “disporre di un impianto sportivo, ubicato nella regione in cui hanno sede, che soddisfi tutti i requisiti infrastrutturali previsti dalle Licenze Nazionali per l’iscrizione al Campionato Serie C 2018/2019”.


Dalla stagione in corso, 2017/2018, gli stadi di Serie C devono avere un campo da gioco omologato a categoria UEFA 2. Questo significa, per esempio:

  • un impianto di illuminazione pari a 800 lux e in direzione delle telecamere fisse (non, quindi, soltanto atto a illuminare il terreno di gioco);
  • un parcheggio da 50 posti riservato alle autorità e uno da 200 m² per i mezzi televisivi;
  • area stampa di 100 m² per 50 persone e sala stampa da 30 posti;
  • tribuna stampa da 20 posti (di cui 10 con scrivania);
  • 1 studio tv (e non soltanto un locale da adibire temporaneamente a studio tv, come per la categoria Uefa 1);
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Il Campo Gino Bozzi, a Firenze, dove la Fiorentina Primavera gioca le sue partite ufficiali

La categoria UEFA 2 si porta dietro parametri molto stringenti anche per quanto riguarda la capienza:

  • minimo di 1.500 posti a sedere (ATTENZIONE, tutti a sedere, non capienza complessiva generica);
  • minimo di 100 posti a sedere per le autorità;
  • minimo di 20 posti a sedere da destinare a dirigenza/autorità squadra ospite;
  • non sarà possibile avere settori di tribuna temporanei (un adeguamento obbligatorio che è stato richiesto a tutte le squadre entro la stagione 2019/2020).

Oltre a tutti questi parametri, ci sono infine i dati più tecnici, come le varie distanze di separazione fra campo e tribune o comunque fra il terreno di gioco e le recinzioni (2,5 m laterali e 3,5 m dietro le porte) o la grandezza e la collocazione delle panchine (ognuna in grado di ospitare 18 persone, da posizionare ad almeno 2.5 m dalla linea laterale).


Tutti questi dati non sono trascurabili, anzi. Infatti, praticamente tutte le attuali “Squadre Primavera” giocano in stadi/campi da gioco che non rispettano minimamente i parametri della Serie C (senza considerare quelle che disputano le proprie gare nei campi interni ai centri d’allenamento). Sono spesso stadi di squadre che militano in Serie D e che non sono soggette ai parametri minimi del calcio professionistico.


A malapena il nuovo Stadio Filadelfia, dove gioca il Torino Primavera, potrebbe rispondere a molti dei parametri richiesti (con alcuni problemi soltanto sugli spazi da individuare ai lati del campo, che attualmente risultano minori dei 2,5 e 3,5 metri del regolamento Serie C).


L’ipotesi, quindi, che ci sia un adeguamento strutturale improvviso per permettere l’iscrizione in estate, è utopia. Ed è altrettanto grottesco pensare di veder giocare una Juventus B a Biella o Alessandria (men che meno allo Stadium stesso), con conseguenti incastri acrobatici di calendario e orari di partita.


Ancora una volta, se in Italia esiste un problema-stadi questo è presente in particolare nelle serie inferiori, con la loro copertura capillare sul territorio e l’influenza determinante sui destini delle società. Le presunte Seconde Squadre dovranno giocare da qualche parte. O si mette mano alle infrastrutture oppure, ancora una volta, si passerà alle care, vecchie deroghe. E nulla sarà risolto.



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