Come bisognerebbe preparare gli steward alla riapertura degli stadi

La necessità di corsi di aggiornamento e un’organizzazione più specifica.

Mentre il Governo Draghi sta mettendo in moto la ripartenza delle attività sul territorio nazionale, il calcio professionistico si prepara a riaccogliere il pubblico sulle gradinate, con la graduale riapertura degli stadi prevista dal 1 maggio, in vista del finale di stagione e dei prossimi Europei.

In questo senso, con il limite di massimo 1.000 spettatori negli stadi all’aperto (e 500 per le strutture indoor), e con il vincolo della riapertura degli stadi solo nelle Regioni classificate “a zona gialla”, la necessità di una diversa e più specifica formazione per steward e operatori della sicurezza è una criticità urgente secondo ANDES, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza. L’obiettivo è soprattutto farsi trovare pronti per la prossima stagione, quando (è auspicabile) il pubblico inizierà a tornare negli stadi in gran numero, ma quando ci saranno anche nuovi aspetti da considerare nella gestione degli spettatori, della cura del luogo-stadio e della sicurezza.

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Un cartello informativo all’Allianz Stadium di Torino (photo by Tano Pecoraro/LaPresse via Imago Images)

L’associazione Andes, guidata dal presidente Ferruccio Taroni, ha individuato tre punti chiave per migliorare la formazione degli steward e ampliare lo spettro di competenze di questa figura professionale ancora troppo poco considerata nel panorama sportivo italiano.

Riapertura degli stadi e necessità di una diversa formazione per gli steward

La prima idea riguarda il perfezionamento della formazione a distanza. Dopo un anno di lavoro in remoto per tantissimi ambiti professionali, anche per la formazione degli steward serve capire come adattarsi, in una realtà che invece prevedeva l’attività sul campo come elemento chiave della crescita personale di ogni candidato. Come specificato dal presidente di Andes, Taroni, le restrizioni causate dalla pandemia impediscono la formazione sul campo degli steward e la didattica online andrebbe inserita in un percorso più concreto e strutturato, ridefinendo regole e modalità che possono anche potenziare la fase di insegnamento ed essere perché no, futuribili all’interno del percorso didattico.

Al centro del ragionamento rimane la necessità della professionalizzazione degli operatori, un pre-requisito sempre più vincolante anche in vista della riapertura degli stadi ma ancor più in generale, per fornire agli steward strumenti d’azione e di comprensione delle situazioni sempre più ottimali.

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In quest’ottica rientra la seconda proposta, relativa alla necessità di adottare un testo unico di formazione per gli steward, declinato sui tre pilastri fondamentali Safety, Security e Service. A differenza di quanto visto fino a oggi, con un percorso formativo molto incentrato sulla Sicurezza (security), la pandemia ha aperto un punto di vista molto più ampio sul lato Safety e, di conseguenza, anche sulla parte Service, specialmente guardando al periodo di transizione dalle prime apertura fino al raggiungimento di una situazione di afflusso normale.

La terza proposta è quella relativa all’individuazione di una cabina di regia che possa fornire indicazioni univoche sulle modalità di riapertura degli stadi perché, come ribadito da Andes, più che le tempistiche di riapertura degli stadi, chi organizza i sistemi di sicurezza ha bisogno assoluto di capire come riaprire. L’auspicio è che le modalità di riapertura vengano definite in modo molto specifico da un gruppo di lavoro dedicato, con una ricaduta unica a livello nazionale, evitando situazioni frammentate e risolte a livello locale. Soprattutto perché, nella prima fase di riapertura il numero di steward disponibile potrebbe essersi notevolmente ridotto e, anche in questo senso, andrà ottimizzata la formazione per poter creare una figura professionale capace di operare a tutti i livelli anche in futuro.

Cover image: Uno steward al Mapei Stadium di Sassuolo, per la gara di Serie A 2020/2021 fra Sassuolo e Crotone (photo by Andrea Staccioli / Insidefoto via Imago Images)

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