Il nuovo stadio della Roma passa dalle imminenti elezioni comunali

Il club giallorosso vuole accelerare il dialogo per approvare un nuovo progetto entro la fine del 2022.

Il filo del discorso del nuovo stadio della Roma si può riprendere, a patto che la nuova giunta dialoghi in fretta con il club: è il punto di vista del CEO della società giallorossa, Guido Fienga, che ha confermato quanto ancora l’AS Roma sia ben disposta nel pianificare un nuovo impianto, ma molto dipenda dall’esito delle elezioni comunali.

Le elezioni per il nuovo sindaco di Roma si terranno il 3 e 4 ottobre 2021 e, con l’eventuale ballottaggio successivo, la scelta sarà definita entro novembre. Che sia una riconferma di Virginia Raggi, o l’elezione di un nuovo primo cittadino, la Roma vorrebbe poter avviare subito i dialoghi per un nuovo progetto, così da poter arrivare all’approvazione della proposta entro la fine del 2022.

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Guido Fienga, CEO della AS Roma (secondo da sx), insieme a (da sx a dx) Francesco Totti, Giuseppe Conte, Virginia Raggi, Mauro Baldissoni, Bruno Conti, e Monchi all’inaugurazione dei nuovi uffici del club in città, nel 2019 (photo by Fabio Rossi/AS Roma/LaPresse via Imago)

Chiunque sarà il nuovo sindaco, chiediamo che garantisca tempi rapidi per il nostro nuovo stadio.

Guido Fienga (CEO AS Roma)

Nonostante una serie di problemi progettuali e di contorno, i tempi biblici di revisione e valutazione della proposta fatta dalla precedente società (quando il proprietario del club era James Pallotta) erano stati alla base del fallimento dell’iter. Un errore che la nuova proprietà del club giallorosso non vuole ripetere («la burocrazia va assolutamente snellita», ha detto Fienga), rimanendo convinti dell’importanza di costruire un nuovo stadio per la Roma, i suoi tifosi e il rinnovamento della città stessa.

Il CEO giallorosso ha anche aggiunto che le linee guida del nuovo stadio per l’AS Roma rimangono invariate: un edificio sostenibile, perfettamente integrato con la città, catalizzatore di sviluppo urbano e rinnovamento ma senza necessità di opere immobiliari accessorie (un altro dei temi delicati della vecchia proposta).

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Attualmente, tramontata l’ipotesi Tor di Valle, sembra che l’area preferita dalla Roma per la realizzazione del nuovo stadio sia quella dei Mercati Generali più Gazometro. Rispetto alle altre due soluzioni valutate negli scorsi mesi (Velodromo e Stadio Olimpico) i Mercati Generali sono stati approfonditi maggiormente dai progettisti e darebbero più spazio di manovra per un progetto di valore. Lo stadio sarebbe pensato all’inglese, con circa 45mila posti di capienza e la possibilità di raggiungerlo anche solo con i mezzi pubblici.

A margine, alcuni dei candidati sindaco per la città di Roma hanno già (opportunamente) parlato in favore dello stadio, come Roberto Gualtieri (centrosinistra) «Si può fare tutto nell’arco dei cinque anni di consigliatura, ma bisogna partire col piede giusto ed è quello che faremo», o Carlo Calenda (Azione e lista civica) «L’approccio dell’AS Roma è quello giusto. In 4 massimo 5 anni lo stadio si può realizzare».

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