Montevideo, Campeón del Siglo: il nuovo stadio del Peñarol

Lo stadio che onora la miglior squadra americana del secolo.

Il Club Atlético Peñarol è davvero Campeón del Siglo, campione del secolo. La squadra uruguaiana, infatti, nel 2009 era stata nominata come la migliore sudamericana del XX secolo dall’IFFHS (Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio), e ora ha anche uno stadio che lo “dichiara” ufficialmente.

L’Estadio Campeón del Siglo, è stato inaugurato ieri, 28 marzo 2016, con un’amichevole fra il Peñarol e il River Plate (curiosamente la stessa sfida che inaugurò il Monumental di Buenos Aires, stadio del River, il 26 maggio del 1938) terminata 4-1 per i padroni di casa, con la rete di Diego Forlán come primo gol ufficiale nel nuovo impianto.

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Tifosi del Peñarol allo stadio Centenario di Montevideo, nel 2014 (Photo by PABLO PORCIUNCULA/AFP via Getty Images)

L’Estadio Campeón del Siglo è innanzitutto, finalmente, una realtà concreta per i gialloneri, che ritrovano una casa stabile dopo parecchi anni in affitto al Centenario, lo stadio nazionale dell’Uruguay. Questa, infatti, era diventata sede più o meno temporanea del club, dopo l’addio all’Estadio José Pedro Damiani per problemi strutturali. Le prime idee di progetto per un nuovo impianto, adeguato alle ambizioni e alla storia del Peñarol, avevano già fatto capolino verso la fine degli anni ’90, ma di tempo ne è poi trascorso molto prima di arrivare all’inizio lavori nel 2013, per realizzare la struttura progettata dall’architetto Luis Rodriguez Tellado (situata in un’area un po’ fuori città, a nord-est, a poca distanza dall’aeroporto Internacional de Carrasco, nonostante le proteste di chi l’avrebbe voluto costruito nel Barrio Peñarol).

Lo stadio è progettato per 40mila posti a sedere, su pianta quadrangolare, con quattro gradinate indipendenti tra loro, dalla forma leggermente ad arco che ricalca un’abitudine stilistica tipicamente sudamericana. Lo stadio è privo di copertura e l’elemento dominante è la grande tribuna centrale, settore nord, denominato Tribuna Frank Henderson: una gradinata a due anelli, così come il resto dello stadio, sormontata da una struttura a quattro piani dove sono sistemati i palchi d’onore e la tribuna famiglie.

Quattri ingressi esterni permettono l’accesso del pubblico alla tribuna centrale, mentre altri 13 ingressi sono dislocati lungo le altre gradinate (oltre a una serie di varchi specifici riservati a persone con disabilità). In particolare, poi, sono stati predisposti quattro piazzali d’accesso agli angoli dello stadio, sfruttando gli spazi urbani dell’area circostante.

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(Photo by Sandro Pereyra/Getty Images)
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(photo via futbol.uy)

Le tre gradinate, realizzate in cemento armato con una struttura totalmente a vista, esaltano ancor di più la conformazione della tribuna centrale, che si staglia come un edificio a sé stante a tutti gli effetti, con una facciata istituzionale in vetro/acciaio sulla quale campeggia lo stemma del club. Dal punto di vista della distribuzione funzionale e dello sviluppo dei percorsi degli spettatori, i due anelli sono indipendenti fra loro mentre, più in generale, lo stadio poggia su un tamburo di base che lo rialza leggermente rispetto al piano-strada circostante.

All’interno del Campeón del Siglo, infine, sono ospitati il museo del Peñarol, una sala conferenze da 70 posti e vari locali commerciali, mentre all’esterno sono stati predisposti i piazzali di parcheggio per gli autobus e un servizio navetta per il collegamento diretto con il centro di Montevideo prima e dopo le partite.

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Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, è un critico di architettura sportiva, e un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.