Quali sono le città in corsa per ospitare i Mondiali 2026?

23 candidature per 16 posti nell’organizzazione congiunta USA – Messico – Canada.

Mentre attendiamo impazienti le edizioni estive (posticipate) di Olimpiadi ed Europei, i meccanismi istituzionali continuano a muoversi in vista dei Mondiali 2026 di calcio, che saranno organizzati per la prima volta nella storia da tre Paesi: Stati Uniti, Canada e Messico.

Il primo Mondiale a essere disputato nel format allargato a 48 squadre si svilupperà su 16 città, per le quali la FIFA ha annunciato la selezione ufficiale entro la fine del 2021, partendo dalla lista attuale di 23 candidature.

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La mappa delle città candidate a ospitare i Mondiali 2026 (photo by United 2026)

Nell’elenco sul tavolo della FIFA, ci sono tre città a testa per Canada e Messico, mentre 17 sono i nomi proposti sul territorio degli Stati Uniti. Un numero già ridotto rispetto all’inizio, dopo la rinuncia preventiva di Chicago (USA) e Vancouver (Canada). Quasi tutte le municipalità coinvolte hanno già avuto contatti con il massimo governo internazionale del calcio, ma l’esplosione della pandemia ha bloccato le visite in loco e rallentato lo sviluppo delle tradizionali procedure.

Quali sono le tempistiche per la scelta delle sedi dei Mondiali 2026?

I referenti della FIFA speravano di aver già visitato quasi tutte le città candidate, arrivati a questo punto (inizio 2021), ma con l’intero anno 2020 bloccato dal Covid – e, in particolare, con gli Stati Uniti colpiti in modo devastante – ogni operazione è stata rimandata, e verrà portata avanti presumibilmente a partire dal mese di Luglio.

L’attuale lista delle 23 città candidate a ospitare i Mondiali 2026 è:

  • Edmonton (Canada)
  • Montreal (Canada)
  • Toronto (Canada)
  • Guadalajara (Messico)
  • Mexico City (Messico)
  • Monterrey (Messico)
  • Atlanta
  • Baltimora
  • Boston
  • Cincinnati
  • Dallas
  • Denver
  • Houston
  • Kansas City
  • Los Angeles
  • Miami
  • Nashville
  • “New York/New Jersey”
  • Orlando
  • Philadelphia
  • “San Francisco Bay Area”
  • Seattle
  • Washington
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Un tifoso del CD Olimpia, prima della semifinale di CONCACAF Champions League contro il Tigres, allo stadio di Orlando il 19 dicembre 2020 (Photo by Alex Menendez/Getty Images)

La forza della candidatura a tre USA-Canada-Messico era stata evidente, all’epoca dell’assegnazione nel 2018, pensando a un Mondiale a 48 squadre dove sarà previsto un totale di 80 partite (che aumenta rispetto alle 64 in programma con il precedente format a 32 squadre) – anche se la Nazionale vincitrice alla fine del suo percorso avrà comunque giocato sette gare, così come in passato, grazie a una fase a gruppi a 3 squadre e non più a 4.

Leggi anche: Mondiali a 48 squadre: cosa cambia per gli stadi?

23 stadi di 68mila posti di capienza media, e 150 centri sportivi di livello élite (potendo contare anche sulle strutture universitarie), erano stati alla base del successo della candidatura “United 2026”. Il comitato organizzatore ha previsto che verranno venduti quasi 6 milioni di biglietti per le partite, generando ricavi per almeno 2 miliardi di dollari.

L’ipotesi più plausibile è che vengano confermate nell’elenco finale le tre città proposte da Canada e Messico, a cui se ne aggiungeranno 10 scelte negli Stati Uniti. Nonostante i grandi passi avanti della Major League Soccer, e il netto miglioramento di stadi e infrastrutture collegati alle squadre del campionato, inoltre, gran parte degli stadi USA potrebbero essere presi in prestito dal football americano (come già successe in forma ben più radicale ai tempi di USA 94), e la finalissima in programma il 12 luglio 2026 dovrebbe essere assegnata al MetLife Stadium di New York.

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Cover image: Photo by Sam Wasson/Getty Images

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