Un’idea per il futuro stadio del Milan in zona Portello

La proposta del quartiere Portello lascia più di qualche dubbio.

È di questa mattina la presentazione pubblica del concept di progetto per il nuovo stadio del Milan, che si vorrebbe realizzare nel quartiere Portello, in una posizione piuttosto centrale di Milano e a poca distanza dalla sede del club rossonero, Casa Milan. Un’interessante intervista all’architetto Emilio Faroldi che, con il suo team di lavoro, ha affiancato lo studio internazionale ARUP negli ultimi mesi nella composizione di questo progetto, ha descritto le linee guida alla base dell’idea di progetto: basso impatto ambientale, rapporto con la città, progetto moderno e milanese.

Dell’aspetto calcistico non c’è traccia, almeno in partenza. Ovviamente, in questo momento storico, inserire uno stadio in una città vuol dire prima di tutto “fare qualcosa per la città” stessa, e la stessa progettazione dell’impianto sportivo, guidata da regolamenti e dimensionamenti ormai sempre più precisi e stringenti, lascia poco spazio alla fantasia. Ma il fatto che la percezione sportiva del progetto sia praticamente assente, lascia più di un dubbio.

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Plastico generale del nuovo stadio del Milan in zona Portello (img by ARUP)

Il progetto del possibile nuovo stadio del Milan in zona Portello è sicuramente bello. Mostra un edificio contemporaneo e affascinante, che valorizza il quartiere in cui verrebbe inserito, ed è capace di dialogare molto bene con l’area circostante. Manca, però, un “segno” calcistico evidente.

La capienza ipotizzata a 48mila posti (ampliabili a 50mila) sembra troppo bassa, nonostante faccia leva sul famoso limite minimo dei 50mila posti per regolamento UEFA, per poter ospitare le finali di Champions League (un valore fantasma, in realtà, dato che storicamente non sono mai stati scelti impianti con meno di 60mila posti). Sul lungo periodo, inoltre, l’augurio sarebbe di non rimanere fermi a 50mila posti, dato la capacità dimostrata da un club come il Milan di attirare medie-spettatori ben più alte in tempi recenti (e in uno stadio come San Siro, comodo ma non attrezzato adeguatamente dal punto di vista dei servizi).

A livello complessivo, invece, il progetto risulta molto interessante e si inserisce in quel solco degli stadi urbani già calcato da impianti come il GelreDome di Arnhem, in Olanda, o lo Stadion Wals-Siezenheim (Red Bull Arena) di Salisburgo, in Austria. O ancora, ovviamente, il Ferraris di Genova e il Louis II di Montecarlo, anche se con un’estetica architettonica meno contemporanea.

In generale, il concept dello stadio del Milan in zona Portello rimane molto minimalista, non riesce ad avere slanci estetici caratterizzanti né per sé né per il club, e si adegua forse troppo all’estetica complessiva della nuova Milano. Rimane un’idea potenzialmente positiva ma, se questa proposta parla di uno “stadio milanese”, ci auguriamo che possa diventare soprattutto uno “stadio milanista”.

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Vista esterna del concept del nuovo stadio del Milan in zona Portello (img by ARUP)

(¹) Emilio Faroldi è professore ordinario di Tecnologia dell’Architettura, presso il Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano

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