Hawaii, nuovo stadio e distretto multi-sport

Un progetto per un’area da oltre 40 ettari.

Anche al centro dell’Oceano Pacifico si lavora sul rinnovamento degli impianti sportivi e sull’impatto che gli stadi hanno sull’ambiente urbano. A Honolulu, capitale delle Hawaii, l’Aloha Stadium verrà ristrutturato e, con esso, sarà riqualificata un’intera area di oltre 40 ettari, con il miglioramento dei servizi e dei collegamenti infrastrutturali.

Un progetto ambizioso, partito quasi due anni fa e affidato allo studio Crawford Architects, leader nella pianificazione urbana e nella progettazione sportiva, con sede a Sydney (Australia) e Kansas City (USA). Secondo i progettisti e la municipalità, per il momento è ragionevole ipotizzare il 2023 come obiettivo per la data d’inaugurazione.

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(photo by Crawford Architects / visual by Archistadia)
Il progetto

L’Aloha Stadium è lo stadio nazionale delle Hawaii ed è anche il complesso sportivo più grande del paese. Inaugurato nel 1975, con una capienza di 50mila posti, è un classico impianto da football americano (adattabile ad altri sport ed eventi) e i lavori in programma dovranno portare a una completa ristrutturazione dell’attuale edificio, trasformandolo in uno stadio “dinamico”, adatto a ospitare diverse discipline sportive (football americano, calcio e baseball) in modo più coerente, grazie a una configurazione più ragionata del campo da gioco e delle gradinate.

Inoltre, il team internazionale guidato da Crawford Architects, sarà chiamato a pianificare un’ampia riqualificazione di tutta l’area urbana circostante, trasformandola dal punto di vista dei servizi e dei trasporti. L’idea di progetto prevede che venga creato un vero e proprio polo sportivo che avrà il suo centro nel rinnovato Aloha Stadium, e sarà perfettamente collegato al resto della città.

Nell’estate 2019, il governatore delle Hawaii, David Ige, ha firmato un emendamento che ha portato alla creazione di uno Stadium Development District, sotto il quale è stato posto il destino burocratico e progettuale dell’attuale Aloha Stadium. Questo permetterà lo sviluppo di un percorso ufficiale per la riqualificazione dell’intera zona, per la quale sono stati già messi da parte 350 milioni di dollari per finanziare il progetto.

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L’Aloha Stadium nella sua attuale versione (photo via vizts.com)

L’Aloha Stadium è l’impianto di casa della squadra locale Hawaii Rainbow Warriors, dell’Università di Hawaii/Manoa, che milita nella Mountain West Conference Football (la conference del campionato universitario americano, NCAA, che copre gli stati dell’ovest degli USA).

Anche il calcio ha fatto la sua comparsa in questo stadio, in passato. In particolare, l’Aloha Stadium ha ospitato due edizioni dell’Hawaiian Islands Invitational, nel 2008 e nel 2012. Si trattava di un quadrangolare internazionale, inizialmente nato come Pan-Pacific Championship. Il torneo giocato nelle Hawaii, nel 2008, vide la partecipazione di due squadre di MLS (Houston Dynamo e Los Angeles Galaxy), i campioni giapponesi del Gamba Osaka e quelli australiani del Melbourne Victory: David Beckham scese in campo qui nella sfida fra i suoi Galaxy e il Gamba Osaka, ma senza fortuna visto il risultato finale di 0-1.

Lo studio Crawford Architects ha una solida esperienza in fatto di progetti sportivi e, in passato, ha messo la firma, fra gli altri, sulla realizzazione del tetto retrattile dell’Etihad Stadium di Sydney (Australia), sul progetto della Spark Arena, palazzetto indoor ad Auckland (Nuova Zelanda), e su quello di ristrutturazione di Lambeau Field, lo storico impianto dei Green Bay Packers, in Wisconsin (USA).

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Fondatore e direttore di Archistadia. Sono un autore e critico di architettura sportiva e mi occupo di divulgazione sul tema da oltre dieci anni. Laurea in Architettura e Restauro, cresciuto con la cultura Britpop anni Novanta, sono quello che in vacanza vi chiederà di andare a vedere lo stadio.

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