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Luminus Arena, uno stadio a “emissioni zero”

L’ecosostenibilità dello stadio di Genk.

Il nuovo stadio di Genk, nella periferia nord-est della città, fa la sua comparsa nel 1990 in sostituzione del vecchio impianto, l’André Dumontstadion. Qui, fino a quel momento, giocava il club locale Waterschei Thor (fondato nel 1919), la cui storia si conclude però nel 1988: la fusione con l’altra società cittadina, il Winterslag (fondato nel 1923), dà vita al KRC Genk e propone la questione di un totale rinnovamento dello stadio. Il Thyl Gheyselinckstadion (denominazione originale dell’attuale impianto) diventa così il campo di casa del neonato club belga, presentandosi come una versione ridotta dell’edificio che vediamo oggi. All’epoca l’anello di gradinate corre già lungo il perimetro del campo ma solo le due tribune centrali sono coperte e dotate di seggiolini – mentre i settori dietro le porte sono a posti in piedi e leggermente sottodimensionati.

Nel 1999 lo stadio si rinnova sulla spinta dei buoni risultati ottenuti dal Genk: viene programmato un piano d’ampliamento su diverse fasi, che porta all’aggiunta di un secondo anello su tutto il perimetro delle gradinate e all’installazione di una copertura per l’intero stadio. Nel 2002 l’ultima fase dei lavori riguarda, invece, la gradinata Sud, ricostruita sullo stile del resto dell’impianto, e porta lo stadio a diventare una struttura completamente chiusa e raccolta, con un’impronta estetica univoca.

Dal 1999 a oggi si sono alternati vari sponsor che hanno dato il nome all’impianto: Fenix, Cristal – birreria Cristal-Alken, ad Alken, cittadina belga – fino all’attuale Luminus, azienda belga attiva nel campo energetico e filiale del gruppo EDF. Il blu-celeste, colore sociale del club, domina l’intera struttura sia all’esterno che all’interno, e caratterizza anche il colore dei seggiolini. Lo stadio oggi ha una capienza di quasi 24mila posti, con un settore di 3.700 posti in piedi. Per le competizioni UEFA la capienza scende a 21.500 (tutti a sedere).

Inoltre, grazie alla partnership ufficiale con lo sponsor, la Luminus Arena è diventato uno stadio a emissioni zero di CO₂. Il piano di efficientamento energetico sta proseguendo su tre fasi, e si concluderà entro il 2020: la prima fase (dicembre 2016 – aprile 2017) ha riguardato la sostituzione dei vecchi boiler a gas con due nuovi a condensazione (risultando in consumi diminuiti del 200%). Il sistema di riscaldamento del campo, dell’aria e dell’acqua nei vari locali è stato automatizzato e, a questo, si è collegata la seconda fase d’intervento (primavera 2017) con l’ottimizzazione dei consumi dell’impianto di condizionamento/riscaldamento all’interno dello stadio. La terza fase vedrà l’installazione di 400 pannelli solari sul tetto dello stadio, così da rendere lo stadio un edificio al 100% “a emissioni zero”.

La curiosità: la doppia tribuna

La Luminus Arena ha un dettaglio curioso: la tribuna est è “doppia”. Addossata all’esterno della gradinata dello stadio, infatti, si trova una piccola tribuna rivolta verso il campo d’allenamento situato sul lato orientale dell’impianto. La tribuna est diventa così una struttura a due facce, affacciata su due campi da gioco contemporaneamente.

Credits:
  • foto di copertina | Belga Image
  • facciata esterna Luminus Arena | Tom

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