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Perché si parla di cancellare la Coppa d’Africa 2022

I club europei non vogliono inviare i propri giocatori in mancanza di garanzie sui protocolli anti-Covid.

A meno di un mese dall’inizio del torneo, la Coppa d’Africa 2022 è ancora in dubbio e non solo per la corsa contro il tempo nel completamento degli stadi che ospiteranno le partite (l’ambizioso Stade Omnisport Paul Biya, a Olembé, non è ancora stato inaugurato). Nella giornata di mercoledì 15 dicembre 2021, RMC Sport ha rilanciato la possibilità che questa edizione della Coppa d’Africa venga improvvisamente annullata, a causa delle crescenti preoccupazioni riguardanti l’evoluzione della pandemia – soprattutto nel continente africano – intrecciate a quelle di molti club europei (soprattutto inglesi) che non vorrebbero inviare i propri giocatori in mancanza di garanzie sui protocolli anti-Covid.

La questione è molto pressante, sia per le tempistiche (il torneo dovrebbe iniziare il 9 gennaio 2022, e concludersi poi il 6 febbraio) sia per le implicazioni di politica sportiva, con un’onda pandemica che sta di nuovo coinvolgendo l’Europa e la necessità per molti club continentali di bilanciare le proprie opportunità, per esempio lasciando perdere quello che qualcuno considera “un piccolo torneo” (come l’aveva definito qualche giorno fa, forse solo ironicamente, Jurgen Klopp, allenatore del Liverpool che alla Coppa d’Africa dovrebbe concedere Salah, Mane e Keita).

aliou cisse senegal coppa d'africa
Aliou Cisse, allenatore del Senegal, durante un’amichevole contro il Mali nel 2019 (Photo by Xaume Olleros/Getty Images)

La presenza biennale della Coppa d’Africa nel calendario calcistico è sempre stata vista dai top club europei come una sorta di “problema”, a causa del suo collocamento nel pieno della stagione dei campionati, e anche recentemente in Italia se n’è parlato molto immaginando il contraccolpo sul Napoli, partito molto bene in Serie A, che avrebbe dovuto inviare alle rispettive Nazionali i suoi giocatori migliori, Osimhen, Koulibaly, Anguissa e Ounas.

L’organizzazione del calcio africano in generale, spesso confusa e sotto gli standard dello sport contemporaneo, ha contribuito a creare un’immagine diffusa “di Serie B” nell’opinione pubblica, a tratti cavalcata anche dai club europei direttamente coinvolti. Inoltre, l’Africa è l’area del mondo con la minore (e di gran lunga) percentuale di vaccinati contro il Covid, e questo sta aumentando i dubbi e le preoccupazioni sul torneo. Per il momento, l’ECA (l’Associazione che rappresenta i club europei professionistici) ha chiesto garanzie, e la CAF (la Federazione calcistica del continente africano) ha confermato che il torneo si giocherà.

In effetti sembra davvero improbabile una cancellazione della Coppa d’Africa 2022 a pochi giorni dal via, ma queste discussioni – insieme alla situazione emergenziale attuale – dovrebbero convogliare il dibattito in modo costruttivo sull’opportunità di continuare a riempire il calendario calcistico di tornei (anche nuovi, come testimoniato dalle recenti Europa Conference League e Nations League) invece di ottimizzarlo, strutturandolo con date più sensate e funzionali anche e soprattutto nel rapporto fra gli impegni dei club e delle Nazionali.


La Coppa d’Africa 2022 TotalEnergies Africa Cup of Nations è prevista in Camerun dal 9 gennaio al 6 febbraio 2022, con la partecipazione di 24 Nazionali. Le partite si giocano in 5 città: Douala, Yaoundé (con due stadi), Garoua, Bafoussam e Limbe.

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