Com’è il nuovo stadio del Brentford

Accompagna il ritorno delle Bees in massima divisione dopo 74 anni.

Il Brentford non era mai stato nella nuova Premier League¹ e, soprattutto, non vedeva il piano più alto della piramide del calcio inglese dalla stagione 1946/47. Settantaquattro (74) anni dopo, le Bees hanno conquistato la promozione in Premiership, battendo lo Swansea nella finale playoff 2021, e compiono il grande salto accompagnati dalla loro nuova casa, il Brentford Community Stadium, inaugurato da meno di un anno.

La stagione 2021/2022 di Premier League vedrà quindi l’esordio del Brentford ma anche quello del suo nuovo stadio (e finalmente con il pubblico), fortemente voluto dal club londinese per poter gettare le basi di una crescita societaria e sportiva che sembra alla fine essersi concretizzata.

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Scorcio del nuovo stadio del Brentford fra le case circostanti (photo by Tom Jenkins/The Guardian)

Certo, sembra curioso che dopo sei tentativi falliti ai playoff (di cui tre finali perse, l’ultima nel 2020 contro il Fulham), la volta buona sia stata proprio quella della prima stagione completata nel nuovo stadio, e a porte chiuse. Ovviamente, però, il rovescio della medaglia è stato l’addio a uno degli impianti londinesi di calcio più cari e apprezzati dai tifosi, Griffin Park.

Addio Griffin Park

Il vecchio Griffin Park era lo stadio di casa del Brentford dal 1904, ed era ben conosciuto fra gli appassionati e i groundhopper europei in particolare per i quattro pub posizionati ai quattro angoli del perimetro dell’impianto. Negli ultimi anni aveva una capienza di circa 12mila posti, ma le ipotesi di sostituirlo con un nuovo stadio si erano palesate addirittura negli anni ’70, quando il club aveva ufficializzato una proposta di acquisto di un terreno situato poco più a sud, nei pressi del Brentford Market.

I ragionamenti riguardo un possibile trasferimento ripresero poi nel 2002, fino a concretizzarsi nel 2012, quando il club acquisì un quadrante urbano di 3 ettari da riqualificare, adiacente alla strada Lionel Road South, a circa 1,5 km di distanza da Griffin Park, verso est. Una prima proposta per uno stadio da 20mila posti (ampliabile a 25mila) venne approvata nel 2013, ma fu poi messa in stand-by a causa delle difficoltà finanziarie del club. Il progetto riprese vigore qualche anno più tardi, con l’introduzione di una variante di sviluppo edilizio residenziale connesso allo stadio e la possibilità di rientrare economicamente di parte dell’investimento, oltre che di realizzare un progetto utile alla stessa municipalità.

» il vecchio stadio del Brentford, Griffin Park, è qui, su Google Maps

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Una panoramica interna del vecchio stadio Griffin Park di Londra, casa del Brentford (photo by Mark Chapman / Imago)
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Scorcio interno nel nuovo stadio del Brentford, con vista sulla Kew Bridge Waterworks che ospita il Museum of Water and Steam (photo by Tom Jenkins/The Guardian)
Brentford Community Stadium

Il nuovo stadio del Brentford, denominato Community Stadium, ha una capienza di 17.250 posti ed è a meno di 5 minuti a piedi dalla fermata ferroviaria Kew Bridge Station (dalla quale, fra l’altro, potete raggiungere i giardini botanici reali di Kew Gardens, attraversando il Tamigi e spostandovi sulla sponda sud del fiume).

Il progetto dello stadio è anche (soprattutto) un grande intervento di rigenerazione urbana, e porta con sé la costruzione di 910 nuovi appartamenti sul lato di Lionel Road South, disposti in quattro blocchi distinti fra loro, oltre alla creazione di spazi attrezzati per organizzare continue attività di supporto alla comunità e alle associazioni locali durante tutto l’anno, e direttamente promosse dallo stesso Brentford.

Disegnato da AFL Architects, insieme ad ARUP, lo stadio è costato circa 71 milioni di sterline e completato in tre anni, fra la primavera 2017 e l’estate 2020, e la sfida principale è stata quella di incastrarlo in un isolato a pianta triangolare, limitato da una parte dal passaggio della linea ferroviaria locale. Per questo, lo stadio è stato orientato est-ovest (invece che nord-sud) portando alla realizzazione di un profilo poligonale della copertura e la creazione di gradinate che cambiano la loro dimensione a seconda dei diversi punti dell’impianto.

Il nuovo stadio del Brentford, che proprio grazie a queste forme irregolari lascia intravedere dagli spalti la torre Kew Bridge Waterworks, oggi sede del Museum of Water and Steam (che vi consigliamo di visitare), è anche un edificio a basso impatto ambientale, grazie alla sensibile riduzione della quantità di cemento armato (-50%) e di acciaio (-30%) utilizzate in sede di cantiere. Inoltre, l’impianto è dotato di pannelli fotovoltaici e di sistemi di recupero e riuso dell’acqua, e ha ottenuto i massimi certificati di edilizia green a livello nazionale.

Uno dei dettagli più interessanti sono i futuristici tralicci dell’illuminazione, anche loro a forma triangolare, e costati ciascuno 70mila sterline. Le tonalità dei seggiolini sono un mosaico che ingloba rosso, giallo, grigio e nero, e lo stadio rispetta i criteri infrastrutturali sia della Premier League di calcio che della Premiership di rugby (e il suo utilizzo è infatti diviso fra il Brentford FC e i London Irish).

» il nuovo stadio del Brentford è qui, su Google Maps

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Un dettaglio dei seggiolini nel nuovo stadio del Brentford (photo by Tom Jenkins/The Guardian)
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L’ultima volta del Brentford nel massimo campionato inglese, stagione 1946/47: riconoscete qualche squadra in seconda divisione?
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Un render del masterplan di progetto del nuovo stadio del Brentford e della rigenerazione urbana circostante (photo by Brentford FC)
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Due sezioni del nuovo stadio del Brentford (img by AFL Architects)
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Il dettaglio di uno dei riflettori del nuovo stadio del Brentford (photo by Tom Jenkins/The Guardian)
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Vista sul campo del Community Stadium del Brentford, dalla tribuna stampa (photo by Brentford FC)
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Un dettaglio del maxi-schermo e del profilo superiore del nuovo stadio del Brentford, a Londra, il Community Stadium (photo by AFL Architects)
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Vista aerea del nuovo stadio del Brentford e dell’area urbana circostante (photo by Andy Mitten)
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Panoramica interna del nuovo stadio del Brentford (photo by Tom Jenkins/The Guardian)

(¹) il format della Premier League è stato introdotto nel 1992, a partire dalla stagione 1992/93, e ha determinato la creazione di una prima divisione staccata dal resto della Football League. La vecchia First Division era il massimo campionato inglese dal 1888 e nell’ultima stagione operativa (1991/92) era stato un campionato a 22 squadre. La nuova Premier League a 20 squadre separò il gruppo di squadre di prima divisione, rendendole indipendenti dalle altre tre leghe professionistiche sottostanti (Championship, League One e League Two) facenti parte della Football League

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Fondatore e curatore dei contenuti di Archistadia, scrive di architettura sportiva ed è un fotografo. Laureato in Architettura e Restauro, da oltre dieci anni si occupa di divulgazione sui temi tecnici ed estetici collegati a stadi e impianti sportivi. Collabora con le riviste l'Ultimo Uomo e il Giornale dell'Architettura. Cresciuto con la musica Britpop, il calcio inglese e la cultura anni Novanta.