All’Australian Open 2022 non ci saranno esenzioni per i giocatori non vaccinati

Il primo Slam 2022 sarà aperto solo a chi si è vaccinato contro il Covid.

I tennisti non vaccinati contro il Covid-19 non potranno partecipare all’Australian Open 2022. Il governatore dello Stato del Victoria, Daniel Andrews, era stato molto chiaro recentemente, mettendo un punto alla sequenza di ipotesi che iniziavano ad affiorare in vista del primo torneo del Grande Slam della stagione tennistica, in programma a Melbourne dal 17 al 30 gennaio 2022, e la conferma ufficiale è stata data da Craig Tiley, CEO del torneo, nella giornata del 20 novembre 2021.

Dopo che alcuni tennisti, fra cui il numero 1 a mondo Novak Djokovic, in tempi recenti hanno ripetutamente rifiutato di comunicare il loro status vaccinale, era emersa l’ipotesi che potessero essere costretti a saltare il torneo o che, al contrario, le istituzioni locali avrebbero garantito loro un’esenzione speciale per permettergli di giocare.

Tutti gli addetti ai lavori presenti sul posto, i tifosi, gli staff e i giocatori, dovranno essere vaccinati per partecipare agli Australian Open 2022

Craig Tiley, CEO Australian Open
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Un cartello con le indicazioni di sicurezza e le misure anti-Covid durante l’Australian Open 2021 (Photo by Darrian Traynor/Getty Images)

«Voglio essere molto chiaro con ogni cittadino del Victoria sul fatto che non forniremo esenzioni per i tennisti non vaccinati. Non posso pretendere che il pubblico e gli addetti ai lavori abbiano ricevuto la doppia vaccinazione, e allo stesso tempo permettere ai giocatori non vaccinati di giocare», aveva detto Andrews, sottolineando in modo piuttosto evidente come sia più importante la sicurezza di tutte le persone coinvolte piuttosto che le pretese egoistiche dei singoli.

La confusione su come organizzare l’ingresso degli atleti e la loro gestione durante l’Australian Open 2022 era nata dalle dichiarazioni del Primo Ministro australiano, Scott Morrison, che indicava che i tennisti non vaccinati sarebbero stati comunque ammessi nel Paese, a condizione di osservare due settimane di quarantena. Ma queste parole contraddicevano quelle del Ministro Federale dell’Immigrazione, Alex Hawke, che aveva chiarito «all’apertura dei confini, tutti quelli che verranno in Australia dovranno essere vaccinati (con doppia vaccinazione o complementare, ndr), non solo i tennisti», rafforzate da quando lo stato del Victoria ha emesso un obbligo per tutti gli atleti professionisti di essere regolarmente vaccinati.

Una comunicazione inviata agli atleti recentemente, inoltre, aveva iniziato a prefigurare libertà d’accesso in Australia a partite dal 1 dicembre per tutti gli atleti vaccinati.

In assenza di esenzioni speciali, i tennisti non vaccinati avrebbero dovuto osservare due settimane di rigida quarantena (solo camera d’albergo, senza possibilità di allenarsi) prima di giocare l’Australian Open, come già successo per l’edizione 2021. L’anno scorso, inoltre, lo Slam era stato organizzato con un’affluenza contingentata di pubblico (e suddiviso poi in tre macro-zone interne al circolo di Melbourne Park) e il periodo di quarantena per giocatori e staff era stato svolto negli hotel messi a disposizione dal torneo.

L’Australia è anche uno dei Paesi che dopo l’estate 2021 aveva vissuto una risalita dei contagi, dopo aver cercato di “gestire” la pandemia piuttosto che affrontarla in modo diretto. Ad agosto il Governo ha dovuto definitivamente abbandonare la cosiddetta strategia Zero-Covid e proverà ora a rilanciare la campagna vaccinale che fin qui era invece andata molto a rilento.


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