Tifosi | Atalanta, trasferta a Manchester (Old Trafford)

Il reportage della trasferta europea per Manchester United-Atalanta.

Nel panorama calcistico mondiale alcuni stadi sono considerati veri e propri monumenti, per storia e tradizione. Per ogni calciatore giocarci è un punto di arrivo, per ogni tifoso entrarci è un sogno. Old Trafford è certamente uno di questi, non a caso soprannominato “Il Teatro dei Sogni” (Theatre of Dreams), descrizione ideata da Bobby Charlton, leggenda del Manchester United. Fin dal 1910 questo impianto è la casa dei Red Devils, che quest’anno l’urna di Istanbul ha assegnato al gruppo F di Champions League, proprio insieme all’Atalanta. Per cui, si parte per l’Inghilterra, terza giornata del girone.

Di nuovo a Manchester, a due anni dalla prima esperienza contro una big europea, all’epoca il City di Guardiola. Ovviamente, di questi tempi viaggiare non è una cosa semplice ma è troppa la voglia di esserci per un momento storico per il club bergamasco. Dobbiamo armarci di buona volontà e un po’ alla volta completiamo tutti gli adempimenti necessari: passaporto, green pass, tampone, moduli di localizzazione (andare in Inghilterra nel post-Brexit, e per giunta in tempo di pandemia, non è più facile come qualche tempo fa).

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L’esterno di Old Trafford (photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)

Ci affidiamo alla solita Ryanair che da Orio al Serio ha voli diretti su Manchester (li avrebbe in alternativa anche su Londra, che dista 2 ore di treno) e prenotiamo un appartamento in zona centrale, in città, nelle vicinanze di Piccadilly Gardens. Da qui possiamo vivere nel pieno ciò che è Manchester: dall’ampia piazza (solo in parte omonima a quella londinese) si snoda il centro pedonale, moderno e tutto sommato grazioso, con i megastore delle grandi catene di abbigliamento ed enormi schermi pubblicitari luminosi.

Il ritrovo spontaneo di molti tifosi nerazzurri è in Shambles Square, la famosa piazzetta chiusa su tre lati e occupata completamente da pub. Fra questi merita una visita (e ovviamente una pinta) il The Old Wellington, ricavato in un edificio risalente al 1552 (si trova qui, su Google Maps).

Old Trafford è facilmente raggiungibile dal centro con la Metrolink, la rete cittadina di tram di superficie, comoda e veloce con un’ottima ramificazione all’interno della città. È l’ora di punta e i vagoni sono molto affollati, a bordo non si vedono né distanziamenti e né mascherine: nel Regno Unito sono infatti sparite da tempo tutte le restrizioni legate al Covid (anche quelle personali), sebbene la situazione sanitaria sia tutt’altro che tranquilla e proprio a causa di questa leggerezza gestionale stia attualmente di nuovo peggiorando (anche se solo parzialmente). Dal canto nostro, non ci sentiamo ancora pronti per tutte queste libertà (rischi?), quindi optiamo per il più classico dei taxi britannici. Dopo un tragitto di circa 25 minuti ci troviamo davanti alla tribuna nord, già nota come United Road Stand, ma che dal 2011 prende il nome dal manager che fatto la storia recente dei Red Devils: Sir Alex Ferguson. La sua statua, alta quasi tre metri, imponente nel raffigurarlo a braccia conserte con lo sguardo verso la piazza, incute in effetti un certo timore reverenziale.

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Shambles Square, in centro a Manchester (photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)
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Vista su Old Trafford dal settore ospiti, in occasione di Manchester United-Atalanta di Champions League 2021/22 (photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)

Dall’esterno Old Trafford è bellissimo, molto più di quanto forse ci si aspetterebbe. Grandi vetrate mostrano in trasparenza le gigantografie dei calciatori più importanti della rosa attuale e lasciano intravedere all’interno gli uffici dello staff, gli spazi comuni e le numerose attività commerciali. Il tutto è sovrastato dall’iconica struttura a tralicci bianchi che sorregge la copertura e che è il simbolo di quanto questo stadio si sia trasformato negli anni, nonostante i suoi oltre 110 anni di vita.

Un gran numero di tifosi si raggruppa fuori dalla tribuna East Stand, dove sono raccolti anche lo scintillante megastore ufficiale e, soprattutto, altre due statue, una dedicata a Sir Matt Busby e una che celebra la famosa “United Trinity”, la trinità di leggende del club: George Best, Denis Law, Bobby Charlton. Qui foto e selfie dei numerosissimi tifosi stranieri si sprecano a ogni partita, e in questo momento ci rendiamo realmente conto della dimensione internazionale di un club come il Manchester United per la storia del calcio (su Archistadia vi raccontiamo le statue che si trovano attorno a Old Trafford, in questo articolo).

L’accesso degli ospiti all’interno di Old Trafford avviene dall’angolo fra la tribuna Est e quella Sud: lungo una parete in mattoni ocra, sotto la scritta “Welcome to Old Trafford”, sono ricavati piccoli varchi con tornelli ancora legati alla tradizione del calcio inglese. Li attraversiamo, passiamo da una zona bar, poi ancora qualche gradino e ci si apre davanti la vista del campo. 74mila posti disposti su due anelli di gradinate si svelano davanti a noi, mentre la tribuna South Stand, intitolata a Sir Bobby Charlton, rimane ancora più piccola a causa dei limiti strutturali imposti esternamente dal passaggio della ferrovia. L’inclinazione delle tribune va accentuandosi man mano che si sale, senza però mai raggiungere pendenze particolari e la visuale è ottima anche dal nostro spicchio d’angolo nel settore ospiti.

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La statua della Trinità, di fronte a Old Trafford (photo by Ottorino Tentorio / Archistadia, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)

Il primo tempo di Manchester United-Atalanta diventa davvero un sogno, con lo 0-2 firmato Pasalic e Demiral, il silenzio che cala sul pubblico di casa, mentre i cori e i battimani arrivano solo dal nostro settore, dove siamo in appena 650 coraggiosi. Nella ripresa, però, lo United macina ritmo e guadagna campo, riapre il punteggio con Rashford e Maguire, e il pubblico si riaccende diventando un elemento trascinante. L’atmosfera è da brividi, Old Trafford diventa improvvisamente una bolgia ed esplode definitivamente al 3-2 firmato da Cristiano Ronaldo nel finale.

Il nostro sogno è durato metà partita, l’abbiamo accarezzato ma alla fine ci è sfuggito di mano. Quello che resta, però, è l’orgoglio di esserci stati, di aver vissuto la magia e la storia di Old Trafford e di aver provato tutte queste emozioni insieme alla nostra squadra. Tutte cose che rimarranno per sempre dentro di noi.

Questo reportage fa parte della serie “Away Days”, dove vi raccontiamo le trasferte europee dell’Atalanta direttamente dal settore ospiti.

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