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XXI Congresso Delegati Sicurezza: più formazione e innovazione negli stadi

Gli stadi italiani hanno bisogno di innovazione tecnologica e formazione del personale sul tema sicurezza.

Dal XXI Congresso A.N.De.S. (Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza), svoltosi nelle giornate del 2 e 3 luglio a Torino, è emersa una direzione chiara e ormai improcrastinabile per il calcio italiano: la gestione della sicurezza negli stadi deve passare dalla formazione del personale e dall’innovazione tecnologica degli strumenti a disposizione. Durante i lavori del congresso sono stati molti gli interventi che hanno fatto riferimento ai recenti Europei Under-21, organizzati in sei stadi italiani e, a tutti gli effetti, l’evento di calcio internazionale più importante dopo i Mondiali di Italia ’90.

Proprio con l’organizzazione degli Europei, e la necessità di alzare il livello della qualità nella gestione dei piani sicurezza per le partite, sono emerse criticità e aspetti da migliorare che sono spesso disattesi nel corso della stagione di campionato fra Serie A, B e C.

Più formazione per gli steward

La formazione del personale è una priorità ancora perseguita in minima parte. La figura degli steward è spesso lasciata in secondo piano dai formatori e dai club stessi: nonostante non abbiano poteri di polizia particolari, come può avvenire all’estero, spesso gli steward degli stadi italiani non sono preparati alla gestione dei flussi di tifosi in entrata e uscita e delle eventuali problematiche che possono emergere all’ingresso dello stadio. Questa situazione è conseguenza di una formazione e di una selezione spesso non adeguate e, soprattutto, della mancanza di considerazione dei club verso gli steward stessi: in molte realtà manca un percorso di accompagnamento che faccia crescere lo steward nelle conoscenze delle dinamiche-stadio, delle responsabilità e della gestione di eventualità più o meno gravi che bisogna essere in grado di fronteggiare.

In questo senso, lo Stadio Meazza di Milano è uno dei casi virtuosi in Italia, dove la squadra steward è cresciuta negli anni con precise indicazioni e grazie a un percorso di formazione che considera tutti i possibili accadimenti adeguandoli e rapportandoli alla struttura dell’impianto milanese – come ha spiegato Mauro Ferrara, oggi responsabile delle strutture sportive di Milan e Inter (e per anni delegato alla sicurezza di San Siro per il club nerazzurro) che ha specificato come sia stato fondamentale migliorarsi sulla base delle proprie esperienze e adeguare la struttura stessa dello stadio (ingressi, rampe, uscite) all’utilizzo migliore possibile per la corretta gestione dei flussi di persone.

Il coordinamento delle attività all’esterno dello stadio, per guidare i tifosi all’ingresso, è uno degli aspetti più complessi e importanti, ma non sempre tiene conto di tutte le dinamiche. Ai recenti Euro U21 è stato calcolato che più del 60% dei tifosi accorsi a vedere le partite aveva il biglietto formato A4 (il cosiddetto print@home) ed erano in generale o poco abituati ad andare allo stadio o tifosi stranieri (quindi non abituati alle dinamiche-stadio italiane). Se al pre-filtraggio non viene ricordato alle persone di piegare adeguatamente il biglietto A4, una volta arrivato al tornello il tifoso rallenterà enormemente il flusso d’ingresso non riuscendo a inserire il proprio ticket: ma il personale deve sapere che tipo di tornelli sono installati e dev’essere stato formato in modo da fornire un tipo di accoglienza adeguato.

→ La UEFA prevede che il tifoso dovrebbe impiegare 60 secondi dal momento in cui accede al primo pre-filtraggio, al momento in cui raggiunge il proprio posto

E ancora, un palmare per il controllo biglietti può non funzionare improvvisamente per una semplice perdita di segnale wi-fi: se lo steward non è stato formato adeguatamente all’uso dello strumento, e non sa che si tratta di un malfunzionamento solo temporaneo, costringerà l’intera fila di persone a spostarsi da un’altra parte, con conseguenti disagi per l’intero accesso in quella parte dell’impianto.

Innovazione tecnologica e sicurezza

La gestione della sicurezza negli stadi passa anche dall’innovazione tecnologica. Nelle due giornate del congresso sono stati diversi gli interventi di aziende del territorio italiano che operano nella realizzazione di tecnologie sempre più moderne per rendere lo stadio un edificio sicuro e avanzato nel controllo degli eventi. L’intervento dell’ing. Yuri Casi (RCF) ha evidenziato come, attualmente, la maggior parte degli stadi italiani non sia adeguato alle norme EVAC per la presenza di dispositivi acustici per l’evacuazione degli spettatori. Gli stadi italiani non sono ancora dotati di un impianto audio esterno per l’evacuazione, ma solo di uno interno (che, secondo le verifiche, è probabile sia udibile anche all’esterno) e solo una decina di impianti hanno un sistema audio a norma Evac invece di un impianto cosiddetto “di intrattenimento”.

Allo stesso modo, sul piano dei flussi d’ingresso, il tema dei tornelli è di stretta attualità. Lo stadio Nereo Rocco di Trieste è, oggi, l’unico in Italia ad avere una piccola fotocamera incorporata nel tornello, per un controllo di fotocomparazione fra il biglietto e il suo utilizzatore. Ma le varie tipologie di tornello (con fessure più o meno moderne e adeguate ai formati di biglietto ufficiale o A4) danno un riscontro sui flussi più o meno veloci di accesso dei tifosi, o nel facilitare le operazioni di ingresso generali, come spiegato da Massimiliano Boari di Skidata. E l’uso del palmare portatile può essere una valida alternativa per smistare meglio le cose, nei momenti di maggiore afflusso.

E c’è, infine, il tema della videosorveglianza interna, con le nuove telecamere multifocali (Dallmeier), molto meno invasive dal punto di vista estetico nell’integrazione con la struttura dello stadio, e con una capacità di dettaglio unica che permette di riconoscere il tifoso che si rende colpevole di eventuali intemperanze con una definizione zoom ottimale, senza perdere l’inquadratura generale del settore che rimane registrata in background.

Il tema della sicurezza negli stadi è una questione molto più complessa e delicata di quello che può pensare il tifoso normale. L’abitudine ad andare allo stadio facilita alcune persone ad adeguarsi alle situazioni, minimizzando ritardi e problemi, ma la gestione complessiva dell’evento deve tenere conto di ogni situazione e va pensata da nei minimi dettagli, da persone che hanno avuto un’esperienza diretta dell’andare allo stadio e delle dinamiche possibili. La formazione del personale dev’essere fatta in quest’ottica, abbinata poi alle soluzioni tecnologiche che facilitano la gestione dell’evento e dei flussi di tifosi.


A.N.De.S. è l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza che si occupa di formare e seguire tutti i delegati alla sicurezza presenti negli stadi di calcio italiani. Il delegato è la figura di maggior responsabilità nel giorno della partita, all’interno dell’impianto, per quanto riguarda il piano sicurezza dell’evento, ed è il punto di collegamento fra il club (per il quale fa da referente) e le forze dell’ordine e il G.O.S. (Gruppo Operativo Sicurezza), guidato da un Funzionario di Polizia nominato dal Questore.

rassegna stampa del XXI Congresso A.N.De.S.

Credits:
  • tutte le foto | Antonio Cunazza/Archistadia
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