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5 cose da sapere sullo Stadio Bilino Polje

Lo stadio dove si gioca Bosnia-Italia.

L’influenza dell’industria siderurgica, il passato socialista, l’ombra dell’architettura sovietica. Sono questi gli spunti che fanno da contorno a Bosnia-Italia, partita valida per il gruppo J di qualificazione agli Europei 2020, in programma nella cittadina di Zenica, allo Stadio Bilino Polje.

Ecco 5 cose da sapere sullo stadio e sulla città.

1 Lo stadio è la casa del club locale NK Čelik ma anche della nazionale bosniaca. Per la Bosnia, infatti, si tratta dello stadio principale anche se, dal 2018, viene utilizzato anche lo stadio Grbavica, a Sarajevo. Si ricordano giocate qui anche due partite dell’ex Nazionale della Yugoslavia: un’amichevole contro l’Unione Sovietica, nel 1974, e un match di qualificazione ai Mondiali ’86 contro il Lussemburgo, nel 1985.

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2 Il Bilino Polje è stato inaugurato nel 1972 e ha una capienza di circa 15mila spettatori, in particolare dopo gli interventi di ammodernamento e adeguamento ai parametri UEFA, operati nel 2012. Fu costruito in soli otto mesi, dando lavoro anche a gran parte degli abitanti della città (una delle ragioni principali all’epoca, alla base della costruzione).

3 Zenica, letteralmente, significa “pupilla”. Il nome dello stadio, invece, è un particolare omaggio alla storia del luogo: Bilino era il nome dell’antico insediamento medioevale di Zenica (insieme ad altre denominazioni, come Bista Nuova e Brod). Polje, infine, è la semplice traduzione dal croato della parola “campo”. Nel Medioevo, infatti, “Bilino Polje” era proprio il nome completo del villaggio, mentre nella nostra epoca è stato recuperato nel corrispettivo dell’uso inglese delle parole “field” e “park” per gli stadi.

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(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

4 Zenica è una delle città industriali più importanti della Bosnia, se non quella più influenzata dalla presenza delle fabbriche nella sua storia. La nota azienda siderurgica ArcelorMittal acquistò gli impianti produttivi di Zenica nel 2004 e, da allora, ha segnato l’esistenza stessa della città (il nome del club locale, Čelik, significa “produttore di acciaio”), ma non sempre in modo positivo. Il livello di polveri sottili prodotte dalla lavorazione dell’acciaio (con parametri di sicurezza non sempre rispettati) ha portato l’inquinamento atmosferico della città a livelli disastrosi, tanto da formare una vera e propria coltre di fuliggine che ricopre case e prati, in particolare nella stagione invernale, e causa di mortalità ben sopra la media.

5 Il complesso condominiale che domina lo stadio, dal lato nord-est, è il Lamela Building. Progettato dall’architetto Slobodan Jovandić, e inaugurato nel 1976, è un perfetto esempio dello stile brutalista sovietico nell’edilizia abitativa: caratterizzato dalla composizione di diverse altezze, con sei blocchi affiancati, contiene 232 appartamenti ed è alto 27 piani. Originariamente, il progetto ne avrebbe previsti 30: la riduzione fu necessaria a causa del pesante inquinamento atmosferico presente a quelle altezze.

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